Sempre più persone vogliono macinare la propria farina

Articolo tratto dal giornale quotidiano “Salzburger Nachrichten” del 22 marzo 2022, di IRIS BURTSCHER
FOTO: © SN/robert ratzer

Sempre più persone vogliono macinare a casa propria ….

Pandemia, notizie su possibili blackout internazionali e nazionali, e la guerra in Ucraina: Tanti sono i motivi, perchè i mulini per cereali di Salisburgo sono richiesti più che mai persino fino in Alaska.

Le macine vengono lavorate e levigate con una macchina per la lavorazione delle pietre, nel reparto accanto vengono unite le parti in legno. Nell’ufficio a lato dell´officina il telefono squilla ogni minuto. I mulini per cereali di Salisburgo sono molto richiesti in questo periodo. Da quando è iniziata la guerra in Ucraina la richiesta è aumentata ancora di più. “Ci stanno quasi travolgendo di ordini”, dice Christine Thurner, la dirigente della ditta Agrisan, che costruisce i mulini per cereali di Salisburgo dal 1977.

Il primo successo lo ebbero quando apparve la pandemia nell´estate 2020, quando molte persone, costrette a rimanere a casa, scoprirono di poter macinare la propria farina e fare il proprio pane a casa loro. Inizió una vera e propria moda. L’elevata richiesta è arrivata in un momento inopportuno per la ditta Agrisan: poco tempo dopo, in settembre 2020, la ditta ATB, adetta alla produzione dei motori e situata in Stiria, nella Austria meriodionale, venne venduta. I proprietari di origine cinese chiusero la filiale. La signora Thurner e Agrisan si trovarono senza motori e un fornitore da un giorno all’altro. Christine Thurner voleva restare fedele alla qualità europea e non voleva acquistare motori cinesi. “È merce di poco valore”, dice. Dopo circa 9 mesi trovò un sostituto allo stesso livello della qualità austriaca: tre produttori, uno in Italia, uno in Germania e uno in Ungheria.

Tuttavia, i mulini manuali sono attualmente quelli più richiesti. “Già lo scorso autunno, quando il tema del blackout era presente, molti clienti volevano mulini a mano”, dice Thurner. Ora con la guerra in Ucraina, gli ordini sono saliti alle stelle. “La gente vuole essere più indipendente dall´alimentazione elettrica”. Attualmente c’è un’attesa di dodici settimane per il modello MH8. Che i clienti acquistino un mulino manuale oppure elettrico, per la dirigente non ha importanza. Importante è il fatto che sempre più persone si indirizzino a cambiare stile di vita e seguino una dieta sana. “Chi macina la propria farina, riflette di più sull’alimentazione”.

La manifattura è piccola. Qui lavorano una dozzina di dipendenti. La dirigente è orgogliosa del fatto che metà del personale sia costituito da donne, di cui la maggiorparte lavora nell´officina. L’azienda è stata fondata dal fratello della dirigente, il signor Johann Thurner. Il primo mulino fu costruito dall’ ingegnere Palfinger per la propria moglie. Dopo aver ricevuto sempre più ordini grazie alle raccomandazioni dei clienti soddisfatti, il sig. Thurner si mise in proprio e fondò l´azienda. Alla sua morte improvvisa, nel 2008, prese sua sorella Christine il suo posto e il comando degli affari. La vendita dell’azienda era fuori discussione per la famgilia, nonostante le molte offerte di acquisto. Molte dettagli e conoscenze tecniche sono morte con il fratello. “Ma abbiamo lottato per farcela”, dice la sig.ra Thurner. Passo dopo passo, le cose hanno ricominciato a migliorare.

La maggior parte dei mulini viene venduta nei Paesi di lingua tedesca. Ma gli ordini e le richieste arrivano da tutto il mondo. Da un monastero greco come una panetteria giapponese, gli ordini sono internazionali e oggi si macina farro, riso o grano in quasi tutto il mondo. Un acquirente dell’Alaska ha recentemente ringraziato la ditta con una foto del mulino tra la neve. Gli ordini entrano online e vengono fatti dal Montana, le sole Vergini nell´America centrale o l´Australia. “Qui viaggiamo con i nostri mulini “, dice Christine Thurner. Sono stati spediti in 70 Paesi.

Quasi tutti i componenti dei mulini per cereali provengono dall’Austria o da paesi vicini. Non solo l’esterno, ma anche la camera di macinazione è realizzata in legno invece che plastica. Viene inoltre fornito con una macina di pietra in granito e una filettatura in acciaio inossidabile. “Dura più a lungo. Ma la filettatura in acciaio inossidabile ci costa in acquisto quanto il mulino di un concorrente in vendita”, spiega la sig.ra Thurner. Il pezzo più di un mulino economico arriva a 580 euro; i modelli più grandi hanno un prezzo più di 2000 euro. “Siamo tre volte più cari degli altri, ma i nostri mulini durano per sempre”.

Se qualcosa si rompe, i mulini vengono riparati nell’officina quì a Hallein. Vendiamo circa 400 mulini all’anno. Tra essi sono solo due che forse non funzionano più e non possono più essere riparati.

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